Vasco Montecchi e i suoi compagni di strada nell’arte

A cura di Mauro Carrera

Vasco Montecchi e i suoi compagni di strada nell’arte

A cura di Mauro Carrera

3 ottobre – 27 dicembre 2015

Casa Museo Vasco Montecchi

Con il patrocinio di

Comune di Baiso

Amministrazione Provinciale di Reggio Emilia

Regione Emilia Romagna

Catalogo a cura di Mauro Carrera – Edizioni Bertani & C.

 

Se esattamente un anno fa (4 ottobre 2014) rendevamo ragione della prima apertura al pubblico del “museo diffuso” intitolato allo scultore Vasco Montecchi a Castagneto di Baiso, suo piccolo paese natale sull’Appennino reggiano, in questa sede adempiamo ad una promessa che avevamo fatto allora di aprire entro un anno al pubblico l’antica casa natale dell’artista.

Nelle intenzioni di Montecchi c’era il desiderio di veder trasformato il luogo che lo aveva visto nascere in un centro culturale e civico; un po’ museo un po’ atelier un po’ casa accogliente per chi ama l’arte e soprattutto la scultura.

La creazione artistica, se dovessi spiegarla con una metafora stringente, è un viaggio. La scultura è un viaggio lungo e faticoso, non fosse altro che per il pondo che deve di necessità trascinarsi dietro. E chi è in marcia sa bene che del viaggio la meta non è l’aspetto più importante; piuttosto è il viaggio stesso, le tappe, i momenti, gli incontri. Per questo, quando Vasco Montecchi mi ha chiesto di immaginare una mostra di scultura che raccogliesse nella “sua casa” non solo le sue opere ma anche quelle dei suoi amici e colleghi, ho pensato per prima cosa ad un titolo che chiarisse immediatamente lo spirito dell’operazione: “Vasco Montecchi e i suoi compagni di viaggio: sculture a Castagneto di Baiso”. L’idea è piaciuta all’artista che ci si è riconosciuto subito.

Per inaugurare ufficialmente il centro culturale a Castagneto di Baiso (RE), si è creduto opportuno offrire un’esposizione internazionale di scultura. Per l’occasione sono state scelte opere di 16 artisti – Manuel Álvarez, Blanka Bernasconi, Rocco Colucci, Gino Corsanini, Koh-Emon Hattori, Itto Kuetani, Alessandro Lombardo, Hugo Marxer, Medardo Maseroli, Giorgio Menozzi, Vasco Montecchi, Louis Niebuhr, Pedro Miguel Pulido González, Robert Rocca, Janos Stryk, Felice Tagliaferri – che testimoniano differenti modi di concepire la scultura.

Questa importante esposizione – che raccoglie opere di scultori provenienti da Italia, Francia, Spagna, Germania, Liechtenstein, Repubblica Ceca, Ungheria, Cuba e Giappone – è quindi soltanto l’inizio di un’attività culturale e civica che si annuncia intensa ed avvincente, l’inizio di un’avventura nuova, faticosa ed entusiasmante, la conseguenza naturale dell’impegno di uomini di parola.

Mauro Carrera