LA DONNA DELL’«ALTRO» NOVECENTO

La figura femminile per alcuni artisti italiani del Dopoguerra

LA DONNA DELL’«ALTRO» NOVECENTO

La figura femminile per alcuni artisti italiani del Dopoguerra

Dal 4 settembre al 1 ottobre 2017
FONDAZIONE SCUOLA DI ARTI E MESTIERI
Via Francesco Bertazzoni 1 (46029) – Suzzara (MN)

Domenica 3 settembre 2017 alle ore 10,30, presso la sede della Fondazione “F. Bertazzoni” di Suzzara (MN), avrà luogo l’inaugurazione della mostra “La donna dell’«altro» Novecento La figura femminile per alcuni artisti italiani del Dopoguerra”.

Catalogo e mostra a cura di Mauro Carrera

 

Opere di: Remo Brindisi, Romano Di Massa, Alfredo Fabbri, Federico Ferrari, Pier Cesare Fraccari, Fausto Maria Liberatore, Augusto Murer, Renzo Magnanini, Francesco Messina, Luigi Tessoni, Alberto Manfredi, Sante Monachesi, Saverio Terruso, Carlo Vittorio Testi, Libero Tosi, Ernesto Treccani, Dino Villani.

L’esposizione trova forse la sua ragion d’essere in motivazioni intime e ha il suo estremo cronologico di partenza in una pregevole opera proprio del nostro Dino Villani dal titolo “Ritratto di Berta”. Pur auspicata da un’importante dipinto della collezione permanente, nel concepire questa esposizione eravamo alla ricerca di opere che finissero col rappresentare una simbolica sintesi dell’immagine muliebre del secondo Novecento. Trovare opere sull’argomento non sarebbe stato in realtà particolarmente difficile, ma non era nostra intenzione risultare troppo prevedibili, quindi ci siamo proposti di esibire opere poco note o addirittura mai esposte prima. Abbiamo optato per opere di altri artisti scelti nel belpaese, alcuni meno noti, ma di certo versati nella rappresentazione dell’eterno femminino. Si va dal delizioso olio su tavola del parmigiano Romano di Massa alla modernissima tecnica mista su carta del grossetano Alfredo Fabbri, dalla “Annunciazione” laica del ligure (d’adozione) Federico Ferrari alla malinconica “Maternità” del valenzano Pier Cesare Fraccari, dalle due donne distese del lucchese Fausto Maria Liberatore agli ubertosi nudi del veneto Augusto Murer, dallo studio dello stupefacente “bolognese” Renzo Magnanini a quelli dell’evocativo parmigiano Luigi Tessoni, dai sensuali nudi espressionisti del reggiano Alberto Manfredi a quello squisitamente École de Paris del maceratese Sante Monachesi, dall’olio su tela fauve del palermitano Saverio Terruso alla figurazione di genere del trentino Carlo Vittorio Testi, dall’erotico nudo del guastallese Libero Tosi agli eterei volti del milanese Ernesto Treccani. Ci siamo concessi infine due sole sculture in bronzo: la piccola “Maternità” di Remo Brindisi e la magnifica “Flora” del grande Francesco Messina.