Altrove

Opere di Cristiano Nasi e Nino Poli

Altrove

Opere di Cristiano Nasi e Nino Poli

Rocca dei Boiardo, Scandiano (Reggio Emilia)
1 – 9 settembre 2016

Con il patrocinio di Comune di Scandiano
Mostra e catalogo a cura di Mauro Carrera
Catalogo, ufficio stampa e mostra virtuale VAM – Virtual Art Museum – www.virtualartmuseum.it

Sabato 1 ottobre
INAUGURAZIONE
Sala d’onore della Rocca, ore 16.30

Orari:
Sabato 1/10 dalle 16.30 alle 18
Domenica 2/10 dalle 9-12.30 15-17.30
Lunedi 3/10 dalle 9-12.30
Sabato 8/10 dalle 9-12.30 15-17.30
Domenica 9/10 dalle 9-12.30 15-17.30


 

Altrove. I luoghi archetipici di Cristiano Nasi e Nino Poli

Uniti eppur separati dalle traversine di messaggi concorrenti, Cristiano Nasi e Nino Poli si ripresentano al pubblico ancora una volta insieme. Avevo raccontato le loro opere a confronto in occasione dell’esposizione di dialogo Sguardi in terra incognita, tenutasi nel 2015 nelle sale del Centro d’Arte “Medardo Rosso” a Montecavolo (RE). La mostra risultò suggestiva ai suoi visitatori, e un po’ anche a noi che l’avevamo concepita. Per l’occasione pubblicammo due eleganti plaquettesGotico padano che illustrava le opere di Nasi e Prima dell’ultimo naufragio che accompagnava quelle di Poli. In seguito, nel mese di giugno di un anno dopo, avevo nuovamente presentato le opere di Poli per l’esposizione Abissi della memoria presso la Galleria Comunale L’Ottagono di Bibbiano (RE). Quando i due artisti mi chiesero di curare l’importante mostra nelle splendide sale della Rocca dei Boiardo a Scandiano (RE), temetti erroneamente per un attimo di avere esaurito la mia lettura con le forti impressioni che dei precedenti incontri avevo riportato. Oggi, con piacere mi ritrovo a parlare ancora di questi due artisti con tante altre parole da dire. È che, conoscendoci, i nostri sguardi si sono focalizzati su punti di fuga comuni, ma ancora più lontani.

Se da un lato la ricerca di Nasi si è orientata nell’individuazione di una serie di cicli visionari, dall’altro lo scandaglio di profondità da parte di Poli si è organizzato in un tracciato aniconico e informale di grande intensità. Uomo di poche parole, Poli, di ancor meno, Nasi, hanno affidato il loro messaggio a quadrangoli regolari, all’interno dei quali succede di tutto. Nasi registra su un nastro evanescente l’emergere del subcosciente e dell’inconscio, un mare metaforico in cui, senza un Caronte pur doloroso, ci si può perdere. Poli fa la cronaca di quanto accade tra i fondali e il pelo dell’acqua, fra il mantello e la crosta, fra il sottobosco e la chioma degli alberi, tra la natura e la polluzione. Dovremmo leggere le opere di entrambi con la prontezza necessaria a mangiare un gelato alla controra estiva. Difficile è restarne indenni, non macchiarsi indelebilmente ma è un rischio che possiamo accettare, che dobbiamo. Ne va della nostra coscienza, della nostra fragile identità.